Il punto di riferimento per lo sviluppo sostenibile
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Il punto di riferimento per lo sviluppo sostenibile
Cercavamo un terreno per costruire la prima Earthship e poi è nato un progetto di Parco Tematico nel quale la Earthship è il nucleo centrale.
La prima Earthship italiana si colloca all’interno del Parco tematico Reland. Un modello abitativo rivoluzionario, già replicato in varie parti del mondo, che nessuno è ancora riuscito a realizzare in Italia soprattutto a causa di impedimenti normativi.
Per approfondire l’argomento Eartship in Italia abbiamo messo a disposizione nell’area Earthship – Risorse Utili le tesi di laurea di Architettura che ne trattano i temi tecnici e normativi.
Il Parco Reland è il primo parco circolare italiano, all’interno del quale sarà possibile svolgere attività formative e trovare esempi concreti per comprendere e approfondire tematiche relative alla resilienza e sostenibilità urbana e all’economia circolare.
Reland è un progetto nato dal quadro di una convenzione fra il Comune di Cambiano (TO), il Dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino e l’Associazione OffGrid Italia.
Il sito di progetto si sviluppa su un’area di 9.600 m2 situata a Sud-Ovest del Comune di Cambiano, a circa 20 km da Torino. Nell’immagine del masterplan è possibile individuare le principali aree tematiche con al centro la prima Earthship italiana.
L’obiettivo principale del Parco Reland è sensibilizzare le persone alla resilienza e al riuso, in modo utile ed originale. Il Parco Reland è un sito dimostrativo nato dalla consapevolezza che ogni prodotto può essere rigenerato prima che diventi rifiuto e in cui imparare a pensare e ad agire in modo nuovo.
Il compito di educare i cittadini alla rigenerazione e al pensiero laterale sarà affidato ai professionisti del territorio che offriranno nuovi spunti e idee per recuperare e risignificare gli oggetti e la produzione di domani.
La Earthship Reland, fulcro del progetto, è l’esempio più concreto di come persino le abitazioni possano venire ripensate e riprogettate seguendo i principi della resilienza urbana grazie al riuso dei materiali.
La destinazione d’uso sarà di tipo direzionale, poiché oltre ad essere edificio dimostrativo, la Earthship Reland sarà anche la sede che ospiterà workshop, attività, eventi e meeting sul tema dell’economia circolare. Il progetto prevede una superficie netta di 115 m2 per una capienza di 30 persone.
Il modello Earthship di riferimento è l’Earthship di Tempelhof, in Germania, un edificio di 111 m2 per il quale sono state impiegate 7500 bottiglie di vetro e 1300 pneumatici, tutti donati da autorimesse locali. Il costo di costruzione della Earthship tedesca è stato di $ 332,800.
Vi invitiamo a seguirci per restare aggiornati sullo stato di avanzamento della Earthship Reland di Cambiano e sugli aggiornamenti sulla costruzione del Parco.
“Offgrid” (letteralmente “fuori rete”) è un termine che si riferisce a tutti i sistemi che nascono o che si rendono indipendenti da un collegamento infrastrutturale. Un pannello fotovoltaico ad esempio è offgrid, perché può funzionare svincolato dall’allacciamento a una rete elettrica pubblica o privata.
Vivere OffGrid significa abitare in una casa che adotta unicamente sistemi di approvvigionamento energetico e di gestione delle acque indipendenti, creando la propria energia e gestendo autonomamente la raccolta e lo scarico delle acque.
Per estensione vivere OffGrid è anche una filosofia, un modo etico di relazionarsi con la natura e col pianeta, un atteggiamento che porta ad indirizzarsi unicamente verso fonti di energia rinnovabili e sostenibili.
In Italia non è possibile vivere OffGrid al 100% o, per meglio dire, non sono ancora stati portati avanti progetti radicali in questo senso. Il limite principale è costituito dai regolamenti – variabili da comune a comune e da regione a regione – che vincolano il concetto di abitabilità alla dipendenza dalla rete. Esperimenti OffGrid parziali sono comunque stati fatti negli ultimi anni (specie nelle Marche e in Toscana). Quello che in Italia si sta sviluppando solo ora, è invece una realtà già consolidata in molti paesi stranieri. Stati Uniti e nord Europa sono all’avanguardia in materia.
Per quanto ne sappiamo, non esistono Earthship costruite sul nostro territorio.
Le Earthship si basano su 6 principi fondamentali – molti dei quali sono principi offgrid – quindi in Italia non è possibile costruire questo tipo di abitazioni a meno di non ottenere i permessi necessari per essere in regola con la legge (anche per quanto riguarda i test sui materiali edili). Uno degli scopi di OffGrid ITALIA è proprio quello di sensibilizzare il legislatore rispetto a questa filosofia e di ottenere i permessi necessari a favorire la nascita di costruzioni Earthship sul territorio nazionale. Una cosa la sappiamo: costruiremo almeno un modulo sperimentale finalizzato non ad essere abitato ma ad uso didattico. Iniziamo da questo…
Le Earthship sono state costruite con successo ad ogni latitudine e altitudine. Dagli altopiani del New Mexico al sud dell’Argentina, dai climi caraibici al clima dell’Europa continentale, dalle forte escursioni dei deserti africani fino ai climi umidi e monsonici dell’Asia. Tuttavia ogni modello deve essere adattato alle specifiche caratteristiche climatiche e geologiche del luogo: umidità, precipitazioni e ore annue di sole, lunghezza della stagioni delle piogge, caratteristiche del suolo e degli eventi atmosferici a carattere straordinario, ecc.
Per ora purtroppo ancora poco. Il materiale informativo sul tema è quasi tutto in lingua inglese, esistono pochissimi articoli e video in lingua italiana, ma una sintesi del documentario “Garbage Warrior” lo si trova anche doppiato. Noi abbiamo prodotto un documentario in lingua inglese per ora sottotitolato in italiano: Don’t Flush your Freedom.
Il materiale tecnico invece è SOLO in lingua inglese e si tratta dei libri di Michael Reynolds e di alcuni studi fatti da chi ha già costruito all’estero. Altro materiale tecnico è rappresentato dalle piantine dei vari modelli earthship fin ora messi a punto e acquistabili sul sito www.earthship.com sotto la voce “Construction Drawing”. Siamo in possesso di alcune tesi di laurea redatte in italiano che possono essere condivise solo su nostra autorizzazione.
Il percorso formativo ufficiale è frequentare una delle 6 sessioni annuali dell’Academy a Taos in New Mexico (USA), dove le Earthship sono state inventate da Michel Reynolds. Da alcuni anni una delle 6 sessioni si svolge all’estero, spesso in paesi di lingua spagnola per andare incontro alle esigenze dei popoli latini. Tutte le informazioni sulle prossime sessioni si trovano qui www.earthship.com/academy
Per concludere il percorso ed ottenere il diploma viene anche richiesta la partecipazione ad uno dei campus umanitari ai quali si può aderire anche in maniera indipendente (in quel caso alla fine viene rilasciato un attestato di partecipazione). I workshop di tipo umanitario vengono organizzati da Earthship Biotecture in collaborazione con la sua ONG Biotecture Planet Earth. Qui le informazioni www.biotectureplanetearth.com. Un’esperienza che consigliamo vivamente!
E’ possibile prestare lavoro volontario anche in progetti non a scopo umanitario avviati in alcuni paesi europei. Non tutti nascono o sono gestiti da Earthship Biotecture, molti sono progetti privati, altri sono promossi da amministrazioni locali, altri sono progetti più articolati (tipo questo villaggio in costruzione in Olanda www.aardehuis.nl/en).
Per avere maggior informazioni sul panorama europeo vi rimandiamo a questo sito www.eebu.earthshipeurope.org
Alcuni di noi sono diplomati presso la Earthship Academy di Taos (New Mexico – USA), alcuni hanno partecipato ad alcuni campus umanitari Earthship in giro per il mondo, chi come volontario chi come documentaristi foto e video. Questi i link delle esperienze fatte in Malawi (https://vimeo.com/82389669) nelle Filippine (https://vimeo.com/104534610).
Altri si sono aggiunti via via al gruppo durante le prime sperimentazioni fatte nella zona di Brescia e Torino. Ce n’è per tutti i gusti, età ed attitudini. Nel Torinese stiamo lavorando ad un progetto di Parco Sperimentale sul riuso e autosufficienza in collaborazione con il Politecnico di Torino.
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