L’educazione ambientale a scuola con Reland Young

Siamo giunti alla conclusione anche del percorso formativo Reland Young, con il quale portiamo personalmente l’educazione ambientale a scuola. Un lungo periodo passato a diretto contatto con le classi 4D e 4E del Liceo Artistico Statale “Renato Cottini di Torino, che si erano aggiudicate l’opportunità di apprendere e lavorare su progetti di riqualificazione del territorio grazie alle nostre Call per le scuole.

Gli studenti sono stati impegnati in progetti differenti, tutti basati sui principi di ecodesign applicati secondo il nostro esclusivo Metodo Reland: la nostra consolidata metodologia di progettare i processi di produzione in modo veramente sostenibile.

Educazione ambientale a scuola per la Rigenerazione

Ai giovani liceali abbiamo chiesto di progettare un modello di riqualificazione locale, che ha riguardato sia gli spazi fisici che la filiera. Sono state lunghe settimane di un intenso lavoro individuale e di gruppo, entrando nel problema e cercando soluzioni con il learning by doing e la guida dei nostri esperti facilitatori.

Gli studenti della classe 4E hanno lavorato con grande impegno alla creazione di nuovi paradigmi applicabili alle produzioni del territorio, per costruire dei nuovi modelli di collaborazione fra stakeholder del torinese. Momenti di educazione ambientale a scuola per costruire una solida rete di relazioni fra artigiani, imprese, professionisti legati alla produzione, al solo scopo di migliorare la sostenibilità.

Il percorso formativo Reland mira allo sviluppo di modelli innovativi di rigenerazione urbana, che permettano in modo agile il coordinamento degli enti del territorio coinvolti nei progetti. Il focus della nostra azione di divulgazione del sapere in tema di sostenibilità è la raccolta, lo stoccaggio e la distribuzione di informazione, prodotti e materiali a livello territoriale.

La classe è stata divisa in gruppi, per cominciare il brainstorming:

  • The Musketeers
  • The Navigators
  • The Wizards
  • The Boosters

Piccoli gruppi, grande fermento, un fiume di idee da affinare. Da qui è partita la cernita delle soluzioni migliori per rispondere alla sfida proposta dagli enti Emmegi srl, Al cicapui Aps e Cooperativa Biosfera, per indagare nuovi modelli di rigenerazione urbana basati sull’economia circolare.

Gli studenti del Liceo "Cottini" alle prese con il lavoro di gruppo. Tutti sono impegnati nel brainstorming sui progetti di economia circolare e rigenerazione territoriale.
Gli studenti del Liceo “Cottini” alle prese con il lavoro di gruppo. Tutti sono impegnati nel brainstorming sui progetti di economia circolare e rigenerazione territoriale.

Il Metodo Reland per educare alla sostenibilità

La lunga fase creativa è partita da interrogativi chiari, quanto complessi. L’intento è stato quello di progettare il cambiamento della comunità, del territorio e delle persone.

La missione è incentivare la “sharing economy” locale.

Abbiamo il dovere di ripensare i modelli di sviluppo, per immettere di nuovo in circolo ogni risorsa utilizzata.

La trasformazione parte dall’analisi dei principali bisogni della comunità. Quali esigenze possono essere soddisfatte con materiali, prodotti e servizi del territorio? Quali professionisti e imprese locali si adattano meglio al modello di “sharing economy”? Quali bisogni, materiali, prodotti e servizi potrebbero scomparire a causa della transizione ecologica e con quale impatto sull’economia locale?

La funzione del nostro percorso di educazione ambientale a scuola è quella di divulgare i principi dell’economia circolare, facendo scoprire alle nuove generazioni il potere di dare una seconda vita alle cose. Un modo di concepire l’uso e il consumo delle risorse del nostro pianeta che abbiamo perso di vista a lungo, dando spazio all’economia lineare ed alla globalizzazione sfrenata.

Con l’aiuto dei nostri facilitatori esperti gli studenti della 4E del “Cottini” di Torino sono scesi in campo per dare risposte concrete a tutti questi dilemmi.

Il Metodo Reland ed i lavori di gruppo

La sfida entra nel vivo. Ogni alunno è invitato a presentarsi, ad attribuirsi un ruolo nello svolgimento dei lavori di gruppo e viene nominato un Decisore: l’elemento di ogni gruppo che ha il compito di decidere quali siano le decisioni da adottare in caso di parità di voti.

Le basi di questa competizione sono state la presentazione ai propri compagni dei bisogni rilevati, poi annotati con cura su post-it per essere dibattuti in un secondo momento. Ognuno era tenuto a fare le proprie annotazioni a margine, avendo sempre in mente la fatidica domanda: “Come potrebbe?”.

Ecco che da questo momento le giovani menti liceali hanno proposto le loro soluzioni a problemi concreti, mantenendo gli occhi puntati sulla sostenibilità in termini di ricadute sociali, economiche ed ambientali sul comprensorio. È stato adottato un approccio “Fuori dagli schemi”, con cui abbiamo supportato i partecipanti nella fase di brainstorming all’interno dei gruppi e l’elaborazione di prototipi di modelli di rigenerazione urbana da mettere alla prova.

Gli studenti presentano le loro idee di valorizzazione e rigenerazione territoriale, secondo i principi di economia circolare appresi con l'esperienza formativa Reland.
Gli studenti presentano le loro idee di valorizzazione e rigenerazione territoriale, secondo i principi di economia circolare appresi con l’esperienza formativa Reland.

Il passo successivo è stata la validazione delle soluzioni escogitate, con l’ausilio di interviste ad esperti di settore e membri della comunità locale. I feedback dei diretti interessati sono stati minuziosamente raccolti ed analizzati, per rimettere in discussione la vera efficacia delle idee nel migliorare l’impatto sociale ed ambientale.

Ma ora vediamo in dettaglio quali sono stati i progetti dei singoli gruppi che si sono fronteggiati.

The Navigators

Il gruppo dei Navigators ha presentato un format di intervento per la creazione di un punto interno di raccolta di materiale di scarto nelle aziende manifatturiere del territorio. Il modello include anche un processo di scelta dei materiali con criteri prestabiliti. L’impatto positivo è il calo dello smaltimento di alcuni materiali destinati alla discarica, e mettendoli a disposizione per progetti di rigenerazione attraverso una mappa dei punti di raccolta distribuiti geograficamente.

The Boosters

Il gruppo dei Boosters ha puntato più sui canali telematici, proponendo la creazione di una piattaforma Web per consentire agli artigiani di diffondere il loro sapere a favore dell’economia circolare. Un grande portale che includa una community italiana che condivide i processi di trasformazione dei materiali e supporta la creazione di contenuto audiovisivo da parte degli artigiani, con lo scopo di insegnare agli utenti a riusare gli scarti di produzione. L’impatto positivo di questa soluzione mette al centro il sapere: la contrazione della quantità di materiali da smaltire può essere rigenerato attraverso un modello di creazione di corsi che può seguire l’artigiano da solo, oppure con il supporto del team per la condivisione del know-how.

The Musketeers

I giovani moschettieri hanno concentrato le loro energie sulla raccolta di dati e lead generation, implementando un sistema di raccolta dei dati e messa in rete delle aziende che offrono i loro scarti. La piattaforma deve servire da strumento allo scouter a caccia di scarti di produzione industriale, affinché possa entrare in contatto con le imprese disposte a cedere i materiali per il loro riutilizzo. Una volta stipulato un accordo, l’azienda entra a far parte del database in continuo aggiornamento.

L’approccio è vincente per l’azienda che riesce a far tornare in circolo parte di ciò che dovrebbe pagare per conferire nei rifiuti, e allo stesso modo è vincente per il territorio che può vedere ridurre gli sprechi e l’impatto negativo sull’ambiente.

The Wizards

I membri del gruppo dei Wizards ha puntato tutto sul “Materialfunding“, ossia hanno ideato una piattaforma per la pubblicizzazione dei progetti locali che necessitano di materiali. Sulle scorte del successo delle piattaforme di crowdfunding, i progettisti hanno la possibilità di presentare al pubblico ciò che intendono realizzare, specificando l’elenco dei materiali richiesti per portare l’opera al compimento.

È un modello innovativo che agevola le buone pratiche di economia circolare per quanto riguarda i materiali sottratti allo smaltimento, così da ridurre gli scarti inutilizzabili e sostenere i progetti ad alto impatto socioeconomico sul territorio di riferimento.

Ringraziamenti

Siamo estremamente entusiasti dei risultati di questo percorso di educazione ambientale a scuola, che ha fatto uscire fuori gli innovatori del domani. Una generazione di adolescenti pronti al cambiamento, pronti a migliorare attivamente la sostenibilità ambientale e che ha dimostrato di avere idee brillanti per un’economia circolare a favore del territorio.

Questo è stato possibile grazie al sostegno Camera di commercio di Torino e la collaborazione degli enti Emmegi SRL efficienza energetica e servizi, Da Giau, Balon Mundial, Al Cicapui ASD – APS, Biosfera Cooperativa Sociale Onlus.